In attuazione del nuovo piano Bollenti Spiriti 2014-20151, la Regione Puglia ha lanciato una iniziativa dal titolo “Laboratori Urbani Mettici le Mani” (Delibera n.1879 del 16/09/2014 della Giunta Regionale) dedicata a riattivare, potenziare e mettere in rete gli spazi per i giovani nati in Puglia all’interno di edifici pubblici sottoutilizzati.
I “Laboratori Urbani” – da ora LU – sono spazi per i giovani la creatività e l’innovazione sociale che, in quel di Corato, interessano tre strutture: le due foresterie del teatro comunale e il secondo piano di un’ex istituto scolastico sito in viale Ettore Fieramosca.
If-in-Apulia candida il progetto “Prototipazioni Sociali” che viene ammesso al finanziamento di euro 25 mila con la finalità di riattivare alcuni spazi comunali attraverso iniziative e interventi che mirano a migliorare la dotazione materiale e immateriale al servizio della collettività in un’ottica di sviluppo locale partecipato, dando ai giovani occasioni per sviluppare competenze per l’occupabilità e l’imprenditorialità attraverso il coinvolgimento diretto delle organizzazioni e della comunità nella vita dei Laboratori Urbani.

Al fine di dotare l’idea progettuale di una struttura logica coerente e strategica, lo studio preliminare si è articolato in due fasi: un’analisi di contesto esterna, il cui perimetro circoscrive l’intera area territoriale di Corato, e un’analisi interna, in riferimento all’operatività del Laboratorio Urbano.
Il reperimento dei dati secondari è avvenuto attraverso un’analisi desk su fonti ISTAT, nonché su materiale messo a disposizione dal Comune di Corato.
Le periferie di Corato, come sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Sociali, non vertono in situazioni di particolare degrado, anche se dilaganti sono i fenomeni di “scollamento” come la dispersione scolastica, per i più giovani, e un tasso di disoccupazione superiore alla media regionale. Si riscontra, ad ogni modo, un’assenza quasi endemica di stimoli di matrice culturale.
Sul fronte “Terzo Settore” si consideri che, nel 2014, solo nell’Albo comunale degli enti non profit erano inscritte 89 realtà (27 per i servizi sociali, 28 sportive e 24 culturali), il che spinge a considerare l’esistenza di un ben più fitto tessuto associazionistico.
Tuttavia, questa consistente presenza di associazioni che potrebbe essere un punto di forza per il “sistema Corato”, risulta essere frammentata poiché le singole entità sono poco inclini all’integrazione sistemica e, spesso, a rischio chiusura per mancanza di risorse o disponibilità di spazi. Inoltre, gli enti no profit riscontrano una difficoltà a coinvolgere attivamente i più giovani e a far conoscere alla collettività i loro programmi.
Sotto il profilo economico-produttivo, il territorio di Corato è da sempre caratterizzato da una vivace intraprendenza imprenditoriale che, nel tempo, ha prodotto un consistente tessuto produttivo dal carattere quasi distrettuale. Ad ogni modo, la naturale contingenza e l’evoluzione tecnologica scoprono un sistema rigido al cambiamento, non sempre capace di assorbire nuove competenze e interagire con le menti più giovani e creative. Difficoltà, questa, che viene acuita dal fenomeno dell’emigrazione dei giovani laureati. Molti imprenditori lamentano, inoltre, l’assenza di un monoformismo di intenti e di strumenti di coordinamento per risolvere problemi comuni.
Da un confronto a più voci sul fronte dell’offerta culturale, emerge un’assenza totale di dialogo, programmazione e promozione integrata dei soggetti operanti sul fronte dell’offerta culturale. E’ fortemente percepita la necessità di sfruttare le potenzialità inespresse dei principali luoghi culturali della città (Museo, Biblioteca e Teatro) e di migliorare, in termini di differenziazione e accessibilità, l’offerta culturale di modo che possa essere asset strategico sia per il comparto del turistico culturale (unico segmento turistico per Corato), che per lo sviluppo socio-economico del paese.